Allergie stagionali ed alimenti

 

     A colloquio con il signor Rino A. di Venezia: soffro di una fastidiosissima rinite allergica da circa 20 anni. Inizia verso la fine di marzo e termina in piena estate, tra giugno e luglio. La tengo sotto controllo con gli antistaminici ma, di anno in anno, la cosa peggiora. Nel senso che devo aumentare la frequenza degli antistaminici, oppure il dosaggio. Se non lo faccio l’alternativa è chiudermi in casa. Cosa che, per motivi essenzialmente di lavoro, non posso permettermi. C’è qualcosa che posso fare per migliorare la mia condizione e, magari, ridurre gli antistaminici? Mi inducono una spossatezza importante, a volte mi è difficile sostenerla.


     Gentilissimo signor Rino, c’è molto che lei può fare per migliorare la sua condizione. Anzi moltissimo dando una svolta radicale alla sua alimentazione. Il cibo influenza ed amplifica le allergie stagionali.

     A onor del vero influenza ed amplifica qualsiasi tipo di disturbo/malattia, aumentando lo stato infiammatorio generale e, in definitiva, il livello di dolore percepito.

     In parole ancora più semplici, il sintomo si intensifica inducendo il soggetto ad introdurre più farmaci e per periodi più prolungati. Naturalmente questo vale per il cibo cosiddetto sbagliato. Mentre il cibo in linea con i nostri bisogni nutrizionali riduce anche di molto l’intensità del sintomo.

     Ma veniamo ai dettagli. Latte e derivati (leggi: latte, formaggio, burro e yogurt), hanno il brutto difetto di ingigantire tutti i disturbi relativi all’albero respiratorio. Interferiscono in  modo importante sulla fisiologia della respirazione, aggravando tutti i quadri allergici e di asma. Pur non valendo per tutti vale per molti perchè sono molte le persone che abusano di questi cibi.

     Si è abituati a legare il latte alla dissenteria ed alle coliche addominali, ma  mai al broncospasmo. Ed invece vale anche per questo. Le proteine contenute nel latte vaccino, caseina in primis, rappresentano una fonte tossinica piuttosto importante per un buon numero di persone, vale anche per tutti i derivati del latte.

     Le tossine vengono espulse dall’organismo in molti modi, di cui i più importanti sono certamente due: attraverso la produzione delle feci (intestino) ed attraverso l’aria espirata (polmoni).

     Fateci caso: i soggetti che hanno problemi importanti a livello intestinale hanno un apparato respiratorio che funziona molto bene, e viceversa.

     Altro modo per eliminare le tossine è attraverso la pelle. Che, tradotto, significa dermatiti. Anche qui vi faccio notare una cosa interessante: le dermatiti colpiscono spesso i soggetti allergici/asmatici MA, quando hanno l’asma non hanno la dermatite e viceversa. Lo si vede molto bene nei bimbi. Capita infatti che, nel nobile tentativo di curare una brutta dermatite (cortisonici ed affini), ci si ritrovi con l’asma. Vale anche l'opposto.

     Giusto per non lasciare l’argomento aperto, ricordo che anche il sangue mestruale è uno dei modi che ha l’organismo per eliminare le tossine. Anche qui desidero ricordare che la maggior parte dei problemi delle donne inizia con la menopausa.

 


     L'allergia alle graminacee, ad esempio, viene aggravata mangiando pane e pasta. L’introduzione delle graminacee attraverso gli alimenti non fa altro che ingigantire il sintomo, rendendolo sempre più severo e sempre meno gestibile. Per ovviare a questo sgradevole inconveniente è saggio eliminare dal quotidiano questi alimenti. Tuttavia si può fare molto, anzi moltissimo, eliminando anche solo le farine che contengono glutine. Non c’è bisogno di essere celiaci per essere profondamente disturbati da grano ed affini.

 

     Bene. Pronto per il cambiamento?