Latte & derivati

    Latte e formaggio, che sono stati finora considerati alimenti completi e necessari per l’uomo, sono tra i principali indiziati quali causa e concausa di un elevato numero di malattie, gravi e meno gravi dell’uomo moderno. Ritengo che il latte e i suoi derivati siano da considerare come un fattore potentemente aggravante, più che l'origine vera e propria, di una determinata malattia o disturbo.


     Dicevamo fortemente aggravante nei confronti di malattie più o meno profonde. Il tutto si basa su un equivoco di fondo: e cioè che il latte sia l’alimento ideale per il bambino, e se è l’alimento ideale per il bambino figuriamoci per l’adulto!! Ecco, peccato che si eviti accuratamente di precisare che l'alimento ideale per il bambino è il latte materno. Solo lui ha proprietà benefiche e addirittura straordinarie sull’organismo del bambino. Nessun altro latte.


     A tutte le mamme on-line, il più grande regalo che possiate fare ai vostri bimbi è quello di allattarli. Nutrirli del vostro latte. L’allattamento al seno, oltre che essere un momento di alta emozionalità ed un piacere da condividere, è regalare salute. Donare aspettativa di salute. Come spiegare tutto questo?
 
     • Siamo mammiferi. Apparteniamo al regno animale, cosa della quale non ci ricordiamo volentieri..tantè. Dunque, osserviamo i mammiferi in natura: senza andare lontano, basta osservare il comportamento dei nostri amici più fedeli e vicini, cani e gatti, oppure fare mente locale sui numerosi splendidi documentari che spesso si vedono alla televisione. Dopo il parto inizia subito la fase complessa dell’accudire e del nutrire. Nei primi mesi i piccoli vivono esclusivamente del latte materno. Dopo un certo numero di mesi, deciso da una sorta di orologio biologico, si passa allo svezzamento con alimenti diversi, in linea con i bisogni nutrizionali della specie, naturalmente. E si entra nella fase in cui la madre introduce i piccoli nell’ambiente circostante e li aiuta ad orientarsi in un mondo nuovo, fatto di prede, di predatori e di cibo da procacciare, pena la sopravvivenza.
     • Gli animali da adulti non si nutrono di latte. Il latte è un alimento per i cuccioli e non per gli adulti. Il latte materno è un alimento della prima infanzia e ci sostiene non solo come nutrimento ma, e soprattutto, come rifornimento vero e proprio di anticorpi, vitamine, sali minerali ed enzimi in un periodo della vita in cui un infezione banale potrebbe avere conseguenze gravissime.
     • Tutto questo vale anche per l’uomo. Una volta terminata la fase di allattamento al seno materno, fase che se lasciata al volgere naturale degli eventi durerebbe circa tre anni, il piccolo non necessita più di latte. Non necessita più di latte materno, naturalmente, figuriamoci degli altri latti. Cosa mai avrà a che fare con noi il latte di mucca? In natura il latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio  quella specie; questo è evidente quando andiamo a verificare puntualmente la diversa composizione dei vari latti. Infatti:

  • Nessun mammifero, tranne l’uomo, consuma il latte di un’altra specie.
  • Nessun mammifero continua a bere latte dopo lo svezzamento e, una volta svezzati, sono in grado di vivere cibandosi degli alimenti per cui sono biologicamente adatti.

 


     Il latte non è un cibo adatto agli adulti, nemmeno se fosse specie specifico, cioè di donna, perché le esigenze nutrizionali dell’adulto sono differenti da quelle del lattante.

     Il latte vaccino è molto diverso per composizione rispetto al latte di donna perché è previsto per la crescita del vitello. Infatti:
1. Troppe proteine: 4 volte di più (3.6 contro 0.9)
2. Proteine molto diverse: rapporto caseina/latto-proteine 4.5:1 contro 0.4:1
3. Poco lattosio
4. Rapporto grassi saturi/insaturi svantaggioso
5. Percentuale di calcio troppo elevata: 1170 mg/litro contro 340 mg/litro
6.  Rapporto calcio/fosforo svantaggioso: 1.3:1  del latte vaccino contro 2.4:1 del latte materno
7. Troppi sali minerali: 7gr/litro contro 2gr/litro


     Dunque ad ogni mammifero il suo latte. Così è sempre stato, almeno sino a quando un mammifero, l’uomo, ha iniziato ad addomesticare altri mammiferi per cibarsi delle loro carni, del loro latte e dei derivati culturali dello stesso, cioè il formaggio.

     Ma quando inizia il danno? Il danno inizia molto presto.

     Innanzi tutto occorre dire che il danno è complesso, è ampio, perché è costituito da una somma di danni. Si parla tanto di lattosio e si parla solo di lattosio, ma il danno non è portato unicamente dal lattosio. Il danno più grande lo portano le proteine contenute nel latte, di cui non si parla mai. Ma andiamo per gradi:

  • Il lattosio è lo zucchero naturale contenuto nel latte. Per la sua lavorazione, cioè per la sua digestione, occorre un enzima: la lattasi, che si trova nell’intestino tenue. Questo enzima viene sintetizzato nel nostro corpo a partire dalla nascita sino al 5°-6° anno di vita. A partire da questa età la sintesi della lattasi si riduce notevolissimamente e in alcuni casi si arresta. Ecco che la mancanza della lattasi in età adulta diventa uno dei responsabili dell’intolleranza al latte, in quanto il lattosio raggiunge perfettamente inalterato il colon dove subisce la fermentazione ad opera della flora batterica presente.

     Ed ora veniamo al punto topico, quello di cui non si parla: il danno prodotto dalle proteine contenute nel latte. L’intolleranza alle proteine del latte vaccino, nonostante sia conosciuta dai tempi dell’antica Grecia, è ancora oggi una delle patologie che crea al pediatra più grattacapi. Questa intolleranza si manifesta con quadri clinici diversissimi:
1. Disturbi gastrointestinali (vomito, diarrea, colite, mal di pancia, digestione difficile)
2. Disturbi cutanei (orticaria, dermatite, eczema)
3. Disturbi albero respiratorio
4. Febbricole persistenti
5. 
Irritabilità, disturbi dell’umore

 

 


     Tutte le proteine del latte vaccino sono potenzialmente allergeniche perché sono parzialmente o completamente differenti da quelle del latte materno. Tradotto significa che le proteine del latte vaccino sono per il nostro corpo una sorta di oggetto sconosciuto e come tale viene trattato: cioè come una tossina che viene eliminata sempre attraverso una scarica importante.

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