Le terme

 

     Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Si tratta di aree con un passato di vulcanismo. Col tempo, soprattutto durante l'età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche sempre più evolute di riscaldamento delle acque.

 

     Le terme romane erano edifici pubblici con impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Questi edifici sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l'antica Roma. Più che di cura erano un luogo di socialità.

     Non penso che a quel tempo si facesse una reale distinzione tra acque e acque, c'era il piacere dell'acqua calda abbinato a un reale bisogno di igiene, il tutto condito da chiacchiere più o meno serie.

     Ora invece la distinzione si fa, quanto meno si parla del potere terapeutico di un certo tipo di acqua in relazione a una serie di disturbi organici, acuti e cronici. Tuttavia non si parla del fatto che, proprio perchè sono terapeutiche, non facciano bene proprio a tutti. Tutto quello che è terapeutico è come un farmaco: non va bene per tutti. Per alcuni è una panacea, per altri un disastro.

     Il tipo di minerali contenuti nelle acque fa la differenza: le terme sono tutte diverse. E, benchè ne esista un numero infinito di varianti, si possono racchiudere in pochi gruppi ben definiti.

  • Acque sulfuree - sono acque che contengono zolfo ad alta concentrazione e sono molto potenti. Ne hanno il massimo beneficio tutte le persone che hanno i noti vantaggi nutrizionali mangiando le uova. Per tutti gli altri state alla larga da questi luoghi: una vacanza, anche breve, potrebbe diventare un inferno. Esempi: Tabiano-Salsomaggiore, Saturnia.
  • Acque salso-bromo-iodiche - nonostante siano citati sia bromo che iodio il vero protagonista è il sodio sottoforma di cloruro di sodio (salso). Nella mia personalissima casistica le persone che hanno bisogno di sale sono tante, tuttavia alcuni non ne beneficiano affatto. Un buon esempio lo si ha col mare: chi fa i bagni al mare e ne esce martoriato sarà bene che non si avvicini a questo tipo di terme. Esempi: sono molto diffuse in Italia, l'esempio storico è quello di Abano-Montegrotto-Galzignano nei nostri Colli Euganei.
  • Acque bicarbonato-calciche - sono estremamente interessanti perchè hanno un'azione diretta sugli acidi gastrici. Lo ione bicarbonato agisce abbassando il livello di acidità nello stomaco e favorendo una digestione più veloce. La necessità o meno di questo tipo di acque la si capisce valutando un parametro interessante: il malessere generato inalando cloro (piscina, candeggina). Tanto più intenso sarà il malessere conseguente, tanto più alto è il bisogno di queste acque da parte dell'organismo. Esempi: Sangemini, Pejo, Recoaro.
  • Acque arsenicali-ferruginose - qui la chiave terapeutica NON sta nel ferro (già ampiamente diffuso nei cibi, di sicuro non c'è bisogno di andare alle terme per assumerlo) ma nell'arsenico. Considerato un veleno, a concentrazioni miscroscopiche rappresenta una panacea per i disturbi degli organi genitali sia maschili che femminili: pruriti, infiammazioni varie, ulcere. Esempi: Levico.
  • Acque iodate - le acque iodate non sono granchè conosciute perchè lo iodio è abbondantemente presente nel mar Adriatico. La zona più ricca è l'alto adriatico dove, come se non bastasse il mare, si trova anche nelle falde termali. Ne hanno grande beneficio i bambini e gli adolescenti perchè lo iodio è fondamentale per la crescita. Esempi: Bibione.
  • Bagni al Radon - gas nobile con attività radioattiva, il Radon a piccolissime concentrazioni ha un'azione terapeutica ricostituente, rinfrescante e antinfiammatoria. Molto interessante nella riabilitazione dopo interventi chirurgici importanti come i grandi interventi addominali. Esempi: Merano e le maggiori stazioni termali dell'Austria.

 

     Da oggi penserete alle terme in termini diversi, diciamo con consapevolezza.