L'acqua è semplice?

 

    Sempre trasparente. Nel deserto domina la sua assenza, e la si associa alla morte. Nell’oceano prevarica tutto, e il suo essere in eccesso può generare il panico. Sempre assolutamente senza forma, sembra assumere un’identità in riferimento al contenitore che la raccoglie. Cronaca di un elemento vivo e sconosciuto.

 

     Mi sono sempre chiesta come sia possibile considerare l’acqua come qualcosa di inerte. L’elemento neutro per definizione. Non si sa se fa bene, ma tutti sono certi che non faccia male. Non si sa se fa dimagrire, ma tutti sono certi che non fa ingrassare. Tutti vanno alle terme convinti che i bagni giovino alla salute, ma ogni tanto c’è qualcuno che ritorna affermando di stare peggio di prima…

     E qui si apre un dibattito senza fine: sarà stata l’aria? Sarà stato il cibo? Sarà stato l’albergo che non era dei migliori? Sarà stato il posto, rivelatosi abbondantemente al di sotto delle nostre aspettative? Sarà stata….l’acqua?

     L’acqua scorre nella roccia, ed attraverso i suoi movimenti sinuosi estrae da questa gli elementi minerali che la compongono. La roccia è composta da elementi chimici strutturati che, a contatto con il manto d’acqua, si attivano, trasferendo a questa messaggi e, in definitiva, informazione.

     Dopo il contatto con l’acqua, la roccia non è più la stessa. Dopo la relazione di scambio con la roccia, l’acqua si trasforma, si informa e riforma, in un divenire dialettico senza fine. I sali minerali si trasferiscono nelle acque e le riordinano, dando loro connotati precisi. Quando, attraverso il semplice gesto del bere, vengono ingeriti, diventano parti fondamentali delle cellule. Di tutte le cellule.

     L’interazione tra roccia ed acqua modifica le caratteristiche chimico-fisiche di entrambe. L’acqua, quindi, non è un elemento passivo, come si pensa sempre, ma un vero e proprio agente attivo nei confronti di un materiale, duro e compatto, come la roccia. L’acqua, con il tempo, trasforma tutto: corrode le rocce più dure, ma altresì costruisce l’inimmaginabile, dando vita a ciò che sembra inerte.

     In natura, l’acqua pura non esiste. L’acqua si lega sempre ad altre sostanze, integrandole negli spazi “vuoti” del suo reticolo vibratorio. Il contenuto in sali minerali dell’acqua dipende dal contatto più o meno prolungato con la roccia. E dal tipo di roccia. È quindi molto variabile, nonostante le differenze tra le varie acque non siano solo di ordine chimico. Le varie acque termali alla fonte, infatti, hanno caratteristiche straordinarie, che non possono essere spiegate esclusivamente con i parametri chimico-fisici noti.

     Anche dentro la pietra (inerte?) è custodito il segreto di come si trasferiscono, e manifestano, i codici biologici e culturali degli esseri viventi. L’impronta della materia viene custodita nell’acqua e dall’acqua, proprio come i figli custodiscono la memoria dei padri e delle madri. È un’informazione che viene trasferita. E da questo messaggio si genera cultura, dando origine ad un’identità. Qualcosa in cui riconoscersi.

     Non esistono parti del corpo in cui l’acqua non abbia accesso: costituisce l’85% del cervello, l’83% dei reni, il 76% dei muscoli, il 92% del sangue, il 22% delle ossa. Per il 47% l’acqua è ingerita tal quale per via orale, per il 14% è generata dalle reazioni biochimiche che avvengono a livello cellulare, per il rimanente 39% proviene dai cibi solidi.

     I fluidi che compongono il nostro corpo sono un vero e proprio oceano di acqua arricchita di sali minerali. Come la Terra, l’uomo ha un ciclo idrologico di ricambio delle proprie risorse idriche. L’acqua si allontana dal nostro organismo attraverso le urine, la sudorazione, la respirazione e le feci. Ogni giorno i nostri 2 milioni di cellule contenuti nelle ghiandole sudoripare, secernono mezzo litro di acqua e sali. Le ghiandole salivari secernono fluidi senza sosta; il liquido lacrimale pulisce, lubrifica e disinfetta la superficie dell’occhio.

     Come sulla terra, anche nell’organismo l’acqua non ristagna mai. I 50 litri d’acqua distribuiti nel corpo di un adulto di taglia media, sono rimpiazzati completamente 17-18 volte l’anno, così come l’acqua nell’atmosfera si rinnova interamente ogni 12 giorni e quella degli oceani ogni 40.000 anni.

     L’acqua, che scorre in un sistema vascolare  lungo più di 90.000 km, aderisce a tutto: lubrifica le articolazioni del corpo per favorirne il movimento, protegge il cervello da possibili traumi facendolo galleggiare. Il nostro corpo è un microcosmo acquatico. Come la superficie terrestre è ricoperta per il 70% d’acqua, così il nostro corpo è composto per il 70% da acqua strutturata. L’acqua è una sostanza onnipresente: senza di essa il nostro organismo non potrebbe resistere un solo istante.

     La concentrazione di sali contenuta nel liquido interstiziale (tessuto connettivo) in cui sono immerse le nostre cellule, ammonta allo 0,9% circa. È la stessa concentrazione presente nel mare, da cui tre miliardi di anni fa si è sprigionata la vita: un mare che conserviamo ancora dentro di noi.

     Grazie a questo mare interno, il 98% degli atomi del nostro corpo è sostituito in meno di un anno. Abbiamo un nuovo fegato ogni 6 mesi ed un nuovo scheletro ogni 3. Lo stomaco si riveste di nuove cellule ogni 5 giorni, la pelle si rinnova in un mese. Persino il cervello, nelle sua stupefacente complessità, nell’arco di un anno non è più lo stesso. Il nostro corpo si rinnova ad ogni istante.

     Per favorire questa meravigliosa rigenerazione, nutriamoci di acqua nel momento migliore: la mattina a digiuno. Scegliamo un acqua acida, con un PH inferiore a 7. Beviamone tanta (750ml) nel volgere di un tempo breve: pochi minuti. Non si tratta di dissetare l’organismo ma di nutrirlo di cambiamento. Questa bella abitudine ci permetterà il sano ricambio. Il corpo, di certo, ci ringrazierà.