Quando il troppo è troppo

 

     In questi giorni di bagordi obbligatori, ove sottrarsi significa avere il dito puntato dal resto della famiglia, la parola gastrite è certamente tra le più menzionate (assieme a meteorismo direi). E l'epilogo non è allegro.

 

     I più organizzati viaggiano con le pastiglie in tasca. Per tutti gli altri, i gastritici dell'ultimora, si salvi chi può. Provano di tutto. Dal bicarbonato al mitico Brioschi, dall'amaro alla CocaCola. Non ci sono requie.

     Ne escono provati.

     D'altronde sono in pochi quelli che se la cavano bene: i giovanissimi e i reduci della seconda guerra mondiale (si sa che chi ha vissuto stenti, fame e morte sopravvive a tutto).

     Siccome ormai i reduci sono quasi introvabili possiamo contare solo sugli adolescenti. Per tutti gli altri le occasioni di festa in tavola si traducono in postumi pesanti, da dimenticare.

     In questi casi, a differenza dei malesseri quotidiani menzionati nella premessa e gestiti con digestivi e farmaci vari, non c'è nessun rimedio. Perchè al troppo non esiste rimedio.

     Il troppo storpia.

 

     Durante le festività, in particolare, abbondano i cibi cosiddetti grassi. D'altronde un Natale senza intingoli non potrei nemmeno immaginarmelo.

     Ma degli intingoli non è colpa. Un po' di intingoli ogni tanto non ha mai creato granchè di danni.

     I danni, seri, arrivano perchè NON SI METTE UN LIMITE AL PREPARARE IL CIBO.

     In fin dei conti, se il cibo fosse preparato "giusto", e cioè composto da porzioni (pur abbondanti) di: n°1 antipasto leggero e caldo, n°1 secondo succulento e di tradizione + n°1 dolce di tradizione, non ci sarebbero (nell'ordine):

  • avanzi (con i quali poche donne sanno armeggiare)
  • occhi imploranti con su scritto NO BASTA MUOIO
  • ricerca spasmodica, e infruttuosa, di digestivi
  • cinture slacciate per scongiurare il rischio di esplosione
  • occhi lucidi di sonno che implorano il divano e la boule dell'acqua calda
  • qualcuno che implora il medico

 

     Siamo inzuppati di una cultura basata sul FACCIAMO ANCHE QUESTO CHE NON SI SA MAI.

     Eccerto, non si sa mai che arrivi l'esercito a suonare proprio alla tua porta.

     Non si sa mai che arrivi il lupo cattivo così gli dai il cibo al posto di Cappuccetto Rosso.

 

     Non si sa mai che uno vada a finire all'ospedale.

     Non sì sa mai.