In questa nostra epoca frenetica, ricca sia di stress che di cibo usato a scopo consolatorio, glicemia è una parola citata con una certa frequenza. Fa parte di quel terzetto indissolubile che recita così: glicemia, colesterolo e trigliceridi. Nell’immaginario collettivo rappresentano il nemico numero uno. Qualcosa da combattere ad ogni costo. Costi quel che costi, appunto.
A tale proposito si prova di tutto: dai farmaci al mago, passando attraverso l’assunzione sconsiderata di yogurt speciali che promettono di sconfiggere il nemico in men che non si dica. Sembra quasi una promessa di vita eterna. Servirà? Oppure, basterà? Ha più senso affilare tatticamente le armi e combattere (senza garanzia di vincere), oppure studiare una strategia che renda inutile la guerra (vittoria obbligata)?
Direi che la saggezza sta nella seconda. Rappresentata da una strada più lunga ma certamente tutta in discesa.
Per muoversi agevolmente in questo percorso occorre conoscere alcune “sfumature” che concorrono a generale l’iperglicemia. Le chiamo sfumature perché sono dettagli poco noti ai più, mentre rappresentano un sapere diffuso tra gli addetti ai lavori. Rendere noto questo sapere permette alle persone di fare un’azione concreta per il proprio corpo e ottenere il risultato degno di nota.
Partiamo dall’ABC. Attualmente si dice, e si sa, che l’iperglicemia (e in seguito il diabete) dipende dall’insufficienza, dall'assenza e/o cattivo utilizzo, di una molecola chiave che si chiama insulina. Prodotta da un organo che si chiama pancreas. Tant’è che la cura di questa anomalia, che il nostro corpo ci presenta, prevede le seguenti terapie:
• L’utilizzo di ipoglicemizzanti abbinati, si spera, a una dieta adeguata al caso.
• L’impiego di insulina abbinata, sempre si spera, a una dieta adeguata al caso.
A tutto questo occorre aggiungere il consiglio di fare moto con regolarità, fondamentale per il paziente con iperglicemia/diabete.
Bene, è arrivato il momento di andare oltre l’ABC. Che il diabete non sia una malattia solo del pancreas è un concetto ormai largamente condiviso nella comunità scientifica. Il fegato in primo luogo rappresenta spesso la sede di alterazioni del metabolismo che rappresentano poi la causa principale delle alterazioni a livello del pancreas, e che hanno come risultato l'iperglicemia.
È un meccanismo a caduta che parte da lontano. Per capirlo occorre avere le idee chiare sul ruolo che il fegato ha in questo caso. Tra le sue innumerevoli funzioni, tutte di importanza capitale, contempla anche:
• “L’assorbimento” del glucosio in eccesso. Ebbene si, il nostro fegato si occupa di immagazzinare e stoccare il glucosio in eccesso nel nostro circolo sanguigno. Funzionando da vero e proprio magazzino.
• Siccome è un organo infaticabile, è anche in grado di fare l’esatto contrario, cioè immettere glucosio nel sangue. Quando il livello di glucosio nel sangue risulta essere basso il fegato preleva il glucosio dal magazzino e lo immette in circolo.
• Come se non bastasse è anche in grado di fabbricarlo il glucosio, a partire da materiale, per così dire, poco nobile. Non si sa mai che arrivi il giorno che le scorte non bastano….

Questo ruolo del fegato non è fatto di poco conto, anzi. È un vero e proprio ruolo da protagonista. Come se non bastasse aggiungo una chicca, ben nota agli addetti ai lavori: i pazienti diabetici che hanno subito un trapianto di fegato, dopo il trapianto non sono più diabetici. Che dire?
A questo punto si capisce con grande chiarezza che il fegato ha un ruolo straordinariamente importante nel gestire e mantenere entro i range la glicemia sanguigna. Un ruolo da gestore, da vero manager.
È più importante assumere ipoglicemizzanti o avere un fegato sano? Meglio l’insulina o una bella dieta detossicante che permetta al fegato di eliminare tossine e funzionare meglio? Sarà un caso che la Medicina Cinese consideri il fegato l’organo più importante del nostro corpo? Relegando al cuore la funzione di banale pompa…..
La soluzione all’iperglicemia è la presa di coscienza che siamo davanti a un fenomeno dalle molteplici sfaccettature. Tutte estremamente interessanti (e pressoché sconosciute, aggiungo). Conoscendole ci regaliamo nuove occasioni di cura. Ci garantiamo l’opportunità di mettere da parte diversi farmaci che, con un fegato sano, diventano inutili.
E da qui si parte con l’ultimo quesito: cosa mai si dovrà fare per avere un fegato sano ed efficiente? A tale proposito poniamoci la domanda opposta, che cosa ce lo rende malato o poco efficiente? Vediamo:
• Agenti chimici di varia natura provenienti dall’ambiente (cibo, atmosfera,…).
• Steatosi epatica (grasso accumulato nel fegato) indotta da farmaci quali: tetracicline (potenti antibiotici utilizzati spesso per la cura delle polmoniti), azaserina (potente antibiotico avente un’azione importante come antitumorale ed usato nel trattamento della leucemia), metotrexate (antitumorale e potente antinfiammatorio utilizzato nell’artrite reumatoide).
• Accumulo di sali biliari (ittero) indotto da farmaci quali: benzodiazepine (categoria di farmaci ben nota a chi soffre di stati d’ansia), tolbutamide (principio attivo impiegato proprio nel trattamento del diabete mellito), gli ormoni steroidei (estrogeni, progestinici, testosterone…nomi noti a tante donne).
• Epatiti viralo-simili indotte da farmaci quali: imipramina (principio attivo contenuto nei farmaci antidepressivi), fenilbutazone (antinfiammatorio molto potente, utilizzato in casi estremi a causa dei suoi rilevanti effetti collaterali).
• Cibo spazzatura. Consumo eccessivo di alcool.
Il nostro fegato ci ringrazierà, donandoci una vita nuova, quando prenderemo in seria considerazione un percorso di risanamento del nostro corpo. A partire dal cibo che introduciamo. Se introduciamo un cibo in linea con le nostre necessità biologiche, il bisogno di farmaci diminuirà considerevolmente. È noto che un’azione di risanamento del corpo, attraverso l’introduzione di cibo avente un’attività “pulente”, comporta l’abbattimento dell’utilizzo dei farmaci. E questo capita perché il nostro sistema immunitario diventa più efficace nella sua azione, donandoci un livello di salute più elevato.
Ed osserveremo con piacere l’inversione di rotta.